Google separa YouTube da GooglePlus

Anonymous googlerDopo quasi due anni di forzosa convivenza Google ha finalmente deciso di ascoltare le richieste degli utenti e separare la piattaforma YouTube dal social network GooglePlus.

Il 6 Novembre 2014 Google aveva cambiato il sistema dei commenti di YouTube in modo che solamente gli utenti con un profilo su GooglePlus potessero commentare.

Questo cambiamento ha rappresentato un serio problema per gli utenti storici di YouTube. Poichè la creazione di un profilo su GooglePlus obbligava gli utenti ad apparire sul social network con il loro nome reale (da conferire obbligatoriamente per l’iscrizione a qualsiasi servizio Google), anche gli Youtuber furono costretti a perdere l’anonimato ovvero a mostrare pubblicamente il loro nome reale al posto del nickname con il quale erano conosciuti fino a quel momento. Continua la lettura di Google separa YouTube da GooglePlus

Cos’è un blog

Blog or DiaryUn blog, abbreviazione di weblog, è un format per pubblicare contenuti in ordine cronologico. L’ultimo articolo pubblicato resta in evidenza in cima alla pagina principale del sito web fino a quando ne viene pubblicato uno nuovo. Con la pubblicazione del nuovo articolo quello precedente scala di una posizione. Man mano che vengono inseriti altri articoli, quelli meno recenti si spostano automaticamente in fondo alla pagina principale o nelle pagine interne. E’ comunque possibile evidenziare i vecchi contenuti attraverso link e categorie, ma il concetto alla base del funzionamento del blog non cambia.

Un’altra funzionalità tipica dei blog è la possibilità per i lettori di inserire commenti ai contenuti. Un tempo questa era considerata una caratteristica distintiva dei blog, ma ormai questa funzionalità è stata adottata dalla maggior parte dei siti web ed inoltre, sempre più spesso, i commenti e le discussioni relative ad un articolo apparso su un blog si spostano sui social network. Continua la lettura di Cos’è un blog

Anche il fondatore di eBay investe nel giornalismo

First Look MediaCosì come Jeff Bezos, fondatore di Amazon, sei mesi fa ha acquistato il Washington Post, un’altro miliardario del settore internet, Pierre Omidyar fondatore di eBay, lo scorso Ottobre ha deciso di investire più o meno la stessa ragguardevole cifra, circa 250 milioni di dollari, su un nuovo progetto editoriale di alto profilo giornalistico.

Si tratta di “First Look Media“, un progetto editoriale che si propone di reimmaginare il giornalismo nell’era digitale. Il progetto è stato avviato in collaborazione con Glenn Greenwald, il giornalista del Guardian protagonista delle inchieste basate sulle rivelazioni dell’ex collaboratore della NSA (National Security Agency), Edward Snowden, che ha deciso di lasciare il Guardian per dedicarsi a questa nuova impresa. Continua la lettura di Anche il fondatore di eBay investe nel giornalismo

Medium, la piattaforma di blog emergente

Medium“Medium” è la nuova piattaforma per la pubblicazione di blog creata da Evan Williams e Biz Stone. Nell’Agosto del 2012 il lancio di questa nuova piattaforma aveva suscitato clamore poichè Evan Williams è il fondatore di diverse aziende internet di successo, tra cui Blogger – la piattaforma per la creazione di blog poi acquistata da Google – e Twitter – fondata assieme al suo attuale socio Biz Stone e a Jack Dorsey e Noah Glass.

Quali sono le caratteristiche che differenziano “Medium” dalle altre piattaforme di pubblicazione di blog e microblog? Come dichiarato dallo stesso Williams, l’intento era di creare una piattaforma che favorisse la crescita di qualità dei contenuti pubblicati online, attraverso una serie di funzionalità innovative. Non solo, la nuova piattaforma doveva essere particolarmente semplice da usare in modo da non creare ostacoli di sorta agli autori, che così possono concentrararsi sullo scrivere, senza preoccuparsi della programmazione e del design del proprio blog. Continua la lettura di Medium, la piattaforma di blog emergente

Tablet, mini-tablet e smartphone

smartphone-tablet-350pxLa caratteristica principale che accomuna tablet, mini-tablet e smartphone è il “touch screen”. Mentre nei tablet il “touch screen” è una caratteristica costitutiva del dispositivo, l’evoluzione di questa tecnologia negli smartphone non era affatto scontata, infatti molti utenti continuano a preferire cellulari equipaggiati con le classiche tastiere mini o “qwerty”. In effetti, per determinati usi o anche per abitudine, i tasti reali risultano spesso più efficienti ed efficaci rispetto alle tastiere virtuali dei “touch screen” o rispetto alle altre metodologie di immissione dati degli schermi tattili. In ogni caso, è significativo che quasi tutti gli smartphone di fascia alta abbiano adottato il “touch screen” e che nell’immaginario collettivo lo smartphone sia “touch screen”. Continua la lettura di Tablet, mini-tablet e smartphone

Bitcoin, la criptovaluta che fa impazzire la rete

Bitcoin, l'oro della reteIeri sul sito web della BBC era riportata la notizia di un negozio di Londra che oltre al normale prezzo in Sterline esponeva sulla merce anche il prezzo in Bitcoin. Che cos’è il Bitcoin? Si tratta di una valuta come l’Euro o il Dollaro, ma si differenzia dalle valute tradizionali perchè è una valuta “virtuale”,  una “moneta elettronica”.

Il Bitcoin viene quotato per il cambio come le altre valute tradizionali. Nel 2013 la quotazione in Dollari dei Bitcoin è oscillata tra i 1.000$ ed i 421$, un valore ancora volatile che di certo non ne facilita l’utilizzo per gli scambi commerciali. Tuttavia, la popolarità di questa valuta elettronica è in continua espansione soprattutto perchè consente di effettuare transazioni in forma anonima. Continua la lettura di Bitcoin, la criptovaluta che fa impazzire la rete

Xbox One e Playstation 4, quale scegliere

Xbox One Playstation 4Le due nuove console per videogiochi di Microsoft e Sony, Xbox One e Playstation 4, sono sul mercato già da un paio di settimane. Si tratta dell’ottava generazione di dipositivi “gaming” commercializzati in Europa a partire dal 22 Novembre (Xbox One) e dal 29 Novembre (Playstation 4) e che si affiancano alla console Nintendo Wii U presente sul mercato europeo già da circa un anno (30 novembre 2012).

Microsoft e Sony hanno investito molto sui due nuovi dispositivi migliorando le caratteristiche delle versioni precedenti, Xbox 360 e Playstation 3, ma anche rimediando ad alcuni errori commessi in passato. Per quanto riguarda Sony è stato abbandonato il processore Cell, sviluppato insieme a Toshiba e IBM, che sebbene garantisse prestazioni superiori rispetto alla concorrenza era particolarmente difficile da programmare, con la conseguenza che la resa della maggior parte dei titoli multipiattaforma era addirittura migliore sulla console concorrente e meno performante Xbox 360.
Dall’altro lato anche Microsoft ha rivisto in corso d’opera la sua strategia iniziale per la Xbox One che prevedeva una connessione obbligatoria permanente della console alla rete internet – la connessione resta comunque necessaria, ma solo per il setup iniziale – e che limitava la possibilità di utilizzare i titoli commercializzati nel mercato dell’usato.

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Piattaforme per la raccolta pubblicitaria, dieta mediatica degli italiani e AGCOM

DoubleClik by Google e Facebook FBXDoubleClick for Publishers (DFP) è la piattaforma “advertising” di Google per la vendita, la gestione e il monitoraggio di campagne pubblicitarie online, nata alcuni anni fa dopo l’acquisizione di DoublClick da parte di Google. Google offre la sua piattaforma in due versioni: DFP for Publisher per le grandi aziende e DFP Small Business per le piccole e medie imprese.

La novità di questi giorni è che la piattaforma DoubleClick di Google consentirà ai propri clienti di operare anche attraverso FBX (Facebook Exchange).

Facebook ha lanciato FBX nel giugno 2012 per consentire ai propri inserzionisti di acquistare annunci retargeting da pubblicare esclusivamente sul sito Facebook, infatti a tutt’oggi la piattaforma non è ancora in grado di servire annunci pubblicitari su dispositivi “mobile” ma si tratta di un limite che dovrebbe essere presto superato. Continua la lettura di Piattaforme per la raccolta pubblicitaria, dieta mediatica degli italiani e AGCOM

Microsoft acquista Nokia

Microsoft and Nokia Microsoft segue l’esempio di Google, che l’anno scorso aveva acquisito Motorola, e acquista Nokia.

Nokia è stata per anni leader di mercato nella produzione e vendita di telefonini. Nokia ha inoltre giocato un ruolo da protagonista nella diffusione degli smartphone grazie alle innovazioni introdotte dal suo sistema operativo Symbian, anche se poi non è riuscita a tenere il passo della concorrenza nello sviluppo del suo software. Nonostante fosse arrivata prima di altri nel settore degli smartphone è stata poi surclassata da aziende il cui core business era la produzione di software, cioè Apple con l’iPhone e poi Google con Android.

In effetti nel settore mobile, degli smartphone e dei tablet in particolare, le innovazioni introdotte dall’iPhone hanno cambiato gli equilibri esistenti tra le componenti hardware e le componenti software della produzione. Nokia aveva tentato di reagire potenziando lo sviluppo del suo software Symbian e tentando di creare un ecosistema di applicazioni attorno al suo sistema operativo con l’OVI store, ma non ha avuto successo. Nokia è riuscita ad arrestare il suo declino, ma senza recuperare quote di mercato, solo dopo aver avviato la partnership con Microsoft che le ha consentito di dotare i suoi smartphone di un Sistema Operativo e di un ecosistema di App concorrenziale rispetto ad Apple e Google. Continua la lettura di Microsoft acquista Nokia

Le notizie non hanno mai fatto fare soldi

NewsJack Shafer, giornalista e analista dei media che scrive per Reuters, ha pubblicato un articolo in cui si guarda alla crisi dell’industria dei quotidiani da una prospettiva storica, evidenziando le evoluzioni tecnologiche ed i cambiamenti intervenuti nella professione giornalistica che hanno determinato il declino dei profitti dei quotidiani. In particolare egli sottolinea come le notizie, le notizie “hard” come ad esempio gli articoli di inchiesta, non abbiano mai fatto fare soldi ed è improbabile che li facciano fare in futuro.

In sintesi, sta accadendo che quella parte di notizie più profittevoli, le notizie “soft”, quelle che fanno vendere le inserzioni pubblicitarie, cioè cronache sportive, notizie economiche e finanziarie, intrattenimento e cultura, gossip, shopping e viaggi, sebbene siano ancora presenti nei quotidiani, sono in realtà sempre più ricercate, visualizzate, lette e condivise sul web. Se a questo si aggiunge che il settore dei piccoli annunci, il settore più redditizio, è ormai migrato totalmente sul web, ecco che la crisi dei quotidiani diventa irreversibile. Continua la lettura di Le notizie non hanno mai fatto fare soldi